Le vetrate della Basilica di Sant'Ubaldo
La storia
Nella Basilica di Sant'Ubaldo si trovano nove grandi vetrate con un unico tema: raccontare la vita di Sant'Ubaldo.
Le vetrate sono di epoca recente (post liberty) e realizzate nel 1921 dal vetraio tedesco Francesco Mossmeyer per volontà del Custode dell'epoca Padre Emidio Selvaggio.
EX PIORUM ELEEMOSYNIS AP. EMYGDIO SELVAGGIO F.M. PROV. SER. S. CLARAE COLLECTIS
FRANCISCUS MOSSMEYER FECIT FLORENTIA ANNO DOMINI MCMXXI
Di seguito si esaminano le quattro vetrate poste sopra l'ingresso, rimandando alle singole pagine l'esame delle altre cinque vetrate poste dietro gli absidi e documentanti:
- Nascita e gioventù di Sant'Ubaldo fino alla presa dei voti
- Vita a Gubbio di Sant'Ubaldo
- Il Transito di Sant'Ubaldo
- La guerra contro le 11 città nemiche che assediano Gubbio
- L'incontro, durante l'assedio di Gubbio, con Federico Barbarossa
Le vetrate della parete di ingresso
Parete di ingresso della Basilica di Sant'Ubaldo
Particolare del rosone centrale
Nella vetrata centrale è rappresentato Padre Emidio Selvaggio in ginocchio davanti a Papa Benedetto XV a chiedere l'elevazione a Basilica Minore del Santuario di Sant'Ubaldo.
Nelle due lunghe vetrate laterali sono invece documentati (dal basso a sinistra andando a Z specchiata) dopo la morte di Sant'Ubaldo:
- il miracolo della donna con la mano rattrappita
- il miracolo della donna (tal Teuza) che vomita una serpe e torna a nuova vita
- i funerali di Sant'Ubaldo
- il Vescovo di Gubbio Bentivoglio, davanti a Papa Celestino III, chiedere la beatificazione di Sant'Ubaldo
Una spiegazione: tutte le vetrate si leggono dal basso verso l'alto e da sinistra verso destra (a Z specchiata).
Sul sito questa avvertenza non serve a molto ... ma, se mai guarderete dal vivo le vetrate, è importante per una corretta lettura.